Si è svolta presso l’auditorium “A. Lucifero” un’importante conferenza dal titolo “Il messaggio Pitagorico per la pace nel mondo e la distruzione delle armi”, un evento di grande rilevanza culturale e filosofica per riflettere sui valori della pace e della non violenza.
L’incontro è stato aperto dai saluti della prof.ssa Ginetta Tallarico che, nel ringraziare il Dirigente scolastico, dott. Girolamo Arcuri, sempre pronto con grande sensibilità e attenzione a promuovere eventi di grande spessore culturale e umano, ha sottolineato l’importanza di diffondere tra i giovani i principi di armonia e rispetto reciproco, ispirandosi agli insegnamenti di Pitagora.
A seguire il dott. Marco Tricoli, Presidente della Nuova Scuola Pitagorica, ha salutato la platea condividendo il messaggio di analisi dei valori antichi di armonia, conoscenza e ricerca interiore, ispirati agli insegnamenti di Pitagora e basilari per comprendere e valorizzare la società di oggi, nello spirito di una perfetta integrazione tra sapere tecnico e consapevolezza di se, pensiero critico e ricerca della giusta via, sostenendo da sempre l’importanza della non violenza e del dialogo come fondamenti imprescindibili per una convivenza pacifica e giusta.
La Conferenza è poi entrata nel vivo grazie all’intervento del dott. Luigi Bitonti, presidente dell’associazione Paideia, che ha evidenziato il ruolo della cultura come strumento di pace e il valore della tradizione pitagorica nel promuovere un mondo senza conflitti e senza armi.
La relazione principale è stata affidata al dott. Salvatore Mongiardo, scolarca della Nuova Scuola Pitagorica, il quale ha approfondito il pensiero pitagorico, mettendo in luce come i principi di equilibrio, giustizia e armonia possano essere applicati alla società contemporanea per contrastare la violenza e promuovere la pace. Nello specifico il dott. Mongiardo ha catturato l’attenzione dei presenti con il “Pentalogo di Pitagora”, cinque celebri massime filosofiche, attribuite a Pitagora, che riassumono i principi fondamentali della sua dottrina. Il Pentalogo suggerisce una visione della vita improntata all’armonia, al rispetto, all’onestà e all’ordine, da riflettersi non solo nell’ambito della matematica, ma anche nella condotta etica e spirituale, per esempio nel riconoscere la dignità della donna, piuttosto che organizzare comunità di beni o praticare il vegetarismo come base del non uccidere un altro essere animato. Ma non sono forse i principi del Pentalogo di Pitagora un modello integrato in cui scienza, filosofia ed etica si fondono per guidare l’individuo verso una vita equilibrata e consapevole, validi e attualissimi oggi come allora da continuare a risuonare in modo prepotente nella cultura contemporanea? Uno spunto di riflessione notevole quello offerto dal dott. Mongiardo che ha inoltre evidenziato l’urgenza di un impegno collettivo per la distruzione delle armi, viste come strumenti di distruzione che ostacolano il progresso dell’umanità.
In una conferenza dall’elevato tenore culturale e ricco di riferimenti al pensiero pitagorico non poteva mancare la presenza del maestro Gaspare da Brescia, che ha condotto i presenti in un viaggio nell’arte e nella spiritualità tipiche del suo percorso creativo, caratterizzato dalla fusione della tradizione classica con le influenze contemporanee, segno di una spiccata sensibilità umana e artistica di chi sa rendere l’arte un potente strumento di espressione e di ricerca interiore, capace di unire tradizione e innovazione, e di raccontare una storia fatta di passione, impegno e trasformazione all’insegna della riscoperta e della reinterpretazione della tradizione pitagorica.

L’evento ha rappresentato un’importante occasione di riflessione e confronto, stimolando il pubblico presente e in particolare i giovani studenti a considerare la filosofia etica di Pitagora non solo come patrimonio storico, ma come un modello attuale di convivenza pacifica e di costruzione di un mondo più giusto e armonioso.
I ragazzi hanno mostrato forte interesse e partecipazione per un evento che ha stimolato momenti di profonda riflessione e scambio con gli interlocutori sul palco: vivace è stato infatti il dibattito introdotto e coordinato dal prof. Cortese, parecchi gli interventi degli studenti, tra i quali desideriamo menzionare l’allievo Salvatore della classe 5M , che ha rivolto al dott Mongiardo due quesiti veramente interessanti, chiedendo quale fosse la differenza fra ricchi e poveri secondo l’etica pitagorica, e quale sia la reale utilità dell’etica pitagorica nella società di oggi. Due spunti veramente stimolanti per tutti coloro che vogliono lasciarsi andare al pensiero divergente e guardare oltre, come il prof. Cortese che, nel suo intervento azzeccatissimo, ha spinto i presenti a prendere in considerazione il Pentalogo pitagorico come base per una nuova didattica orientativa, a maggior ragione considerando che, aggiunge il docente, in un mondo ultramoderno, anche l’Intelligenza Artificiale ha necessità di un’etica sulle domande fondamentali della vita.
In chiusura è stato molto interessante ascoltare l’intervento del dott. Trapasso, editore visionario e all’avanguardia, che ha invitato i ragazzi a privilegiare il dialogo e i rapporti umani nel rispetto reciproco sempre con riferimento a quell’etica pitagorica tanto attuale quanto concreta e incisiva.
Dunque in una società sempre più globalizzata e interconnessa, l’importanza di diffondere una cultura della non violenza è più che mai necessaria. Il mondo è ancora segnato da guerre, discriminazioni e ingiustizie, ma l’educazione e la consapevolezza possono essere strumenti per costruire un futuro più giusto. Le scuole, le istituzioni culturali e i media hanno il compito di promuovere valori di pace e di rispetto, offrendo alle nuove generazioni strumenti per risolvere i conflitti attraverso il dialogo e la comprensione reciproca. In questo senso, il messaggio pitagorico, basato sull’armonia e sull’equilibrio, può essere una guida per costruire una società in cui la violenza sia superata dalla ragione e dalla ricerca del bene comune, ricordando a noi stessi ogni giorno che la pace è l’unica battaglia che valga la pena intraprendere.
